518 milioni per la Diga di Vetto: un azzardo economico che ignora l’ambiente

Reggio Emilia, 24 gennaio 2026 – La Giunta Regionale ha approvato il finanziamento di 518 milioni di euro per la Diga di Vetto. Un’opera presentata come volano di sviluppo, ma che il Coordinamento per la salvaguardia e tutela del torrente Enza denuncia come un gravissimo azzardo ambientale e contabile.

Il fulcro della critica riguarda il Documento di fattibilità (Docfap), cuore scientifico del progetto, liquidato con compensi professionali minimi e già bocciato dagli stessi enti regolatori (Regione, Autorità di Bacino, Atersir) con 133 osservazioni critiche. Procedere su queste basi significa rischiare lo spreco di ulteriori 20 milioni di euro in progettazioni che potrebbero concludersi con un “no” definitivo alla realizzabilità dell’opera.

“Siamo di fronte a una forzatura”, dichiara il Coordinamento. “La Regione ha chiesto fondi nazionali nonostante il Docfap non sia approvato. Le criticità sono enormi: sovrastima dei fabbisogni agricoli, danni irreversibili al trasporto dei sedimenti e impatti pesanti sulle aree protette. Si vende un’illusione di ricchezza per giustificare la distruzione di un ecosistema unico”.

Il Coordinamento sottolinea inoltre che, nonostante le richieste dei Comuni, non risulta alcun finanziamento per le misure compensative e lo sviluppo locale. I costi di manutenzione dell’invaso e il peso degli espropri ricadranno interamente sul territorio e sulla cittadinanza.

“È ora di dire la verità: la diga non serve alla collettività, ma agli interessi economici di pochi”, conclude il Coordinamento per la salvaguardia e tutela del torrente Enza. “Esistono alternative moderne, meno impattanti e rispettose degli equilibri naturali. Chiediamo che la Regione fermi questa corsa al baratro e apra un confronto reale sulle vere necessità della Val d’Enza”.


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