In barba al tanto decantato processo partecipativo, il Commissario ha approvato il documento di fattibilità il 14 marzo scorso nelle segrete stanze.  Ora mette sul piatto i primi 3,2 milioni dei 25 necessari per il progetto. Il Coordinamento attacca: “È un atto grave: usano soldi pubblici per colmare i buchi tecnici che dovevano essere chiariti mesi fa. La Regione non sia complice.”

Reggio Emilia – Parma 28 marzo 2026

La dichiarazione del Coordinamento per la tutela del torrente Enza:

“Siamo davanti a un atto grave. Il 14 marzo scorso, nelle segrete stanze e lontano dagli occhi dei cittadini, il Commissario straordinario ha approvato il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP). È la pietra tombale su ogni parvenza di trasparenza: in barba al tanto sbandierato percorso pubblico partecipato, si è deciso tutto al buio, ignorando sistematicamente le critiche e le preoccupazioni arrivate dal territorio.

Il paradosso è totale: hanno scelto Vetto prima ancora di sapere se Vetto va bene. La prova è nell’ultima delibera, dove il Commissario ha stanziato i primi 3,2 milioni di euro dei ben 25 milioni che serviranno per la progettazione. Questi fondi verranno usati ora per ‘approfondimenti’ tecnici, geologici e idraulici che avrebbero dovuto essere la colonna vertebrale del documento di fattibilità appena chiuso. In pratica, ammettono di aver approvato una scatola vuota e ora chiedono i soldi ai cittadini per capire se l’opera sta effettivamente in piedi.

Perché si continua a procedere nell’ombra? Perché questa fretta di blindare un iter che presenta così tante lacune tecniche? Il Commissario ora chiede l’appoggio della Regione per avallare questo percorso. Noi lo diciamo chiaramente: questo iter è inaccettabile nello spirito e nel metodo. Esortiamo la Regione Emilia-Romagna a non dare il via libera a questo scandalo. Si vuole distruggere l’ecosistema dell’Enza basandosi su promesse economiche di breve respiro e su studi che ancora non esistono. Non permetteremo che il futuro della nostra Valle venga deciso con colpi di penna firmati nel segreto degli uffici, senza alcuna trasparenza.”


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