Ha superato le 100 firme la prima giornata di raccolta promossa dal Comitato Salviamo l’Enza per chiedere alle istituzioni un confronto pubblico sul progetto della diga di Vetto e sulle politiche di gestione dell’acqua e del territorio.
Il primo banchetto, organizzato sabato mattina a Reggio Emilia, ha registrato una partecipazione significativa di cittadini interessati ad approfondire il tema e a sostenere la richiesta di portare la discussione nelle sedi istituzionali. L’obiettivo della raccolta firme è infatti ottenere una seduta aperta del Consiglio Comunale di Reggio Emilia e una discussione in Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna dedicata al dissesto idrogeologico, alla prevenzione delle alluvioni e alla gestione sostenibile delle risorse idriche.
«Il risultato della prima giornata dimostra che c’è una forte attenzione da parte dei cittadini su un tema che riguarda il futuro del territorio», spiega Duilio Cangiari, portavoce del Comitato Salviamo l’Enza. «Superare le cento firme in poche ore è un segnale chiaro: le persone chiedono trasparenza, dati e un confronto pubblico serio sulle scelte che riguardano la Val d’Enza e la gestione dell’acqua».
La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane. I banchetti informativi del comitato saranno presenti tutti i sabati in Piazza Fontanesi a Reggio Emilia, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, per permettere ai cittadini di firmare la petizione e ricevere informazioni sull’iniziativa.
L’obiettivo della mobilitazione è aprire un dibattito pubblico che coinvolga istituzioni, comunità locali, esperti scientifici e associazioni, per discutere in modo trasparente delle scelte che riguardano il territorio, la sicurezza idrogeologica e la gestione della risorsa idrica.
Chi desidera partecipare alle attività del Comitato Salviamo l’Enza, collaborare alla raccolta firme o sostenere le iniziative può mettersi in contatto con il comitato tramite email o WhatsApp.
Contatti stampa e informazioni
Comitato Salviamo l’Enza
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Intestato a: Università Verde di Reggio Emilia ODV
Causale: Salviamo l’Enza





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