COMUNICATO STAMPA

REGGIO EMILIA, 4 marzo 2026 – Il Coordinamento per la tutela del torrente Enza interviene con forza a seguito dei dati entusiastici pubblicati sulla stampa locale riguardo i record produttivi di Bibbiano, la “Culla” del Parmigiano Reggiano. Mentre si celebrano numeri senza precedenti, il Coordinamento denuncia il paradosso di una narrazione politica che invoca la costruzione della Diga di Vetto come unica scialuppa di salvataggio per un settore che, nei fatti, non è mai stato così florido.

I numeri smentiscono l’emergenza
Secondo i dati recenti, Bibbiano ha raggiunto il record di 151.000 forme nel 2025, raddoppiando la produzione rispetto al 2005. “Siamo di fronte a un cortocircuito logico,” dichiara il Coordinamento. “Da un lato si festeggia una crescita del +125% in vent’anni, dall’altro si terrorizzano i cittadini parlando di un settore in ginocchio per giustificare un’opera faraonica da centinaia di milioni di euro. Se la produzione vola e il brand si consolida senza la diga, è evidente che la ‘crisi’ è un’invenzione retorica finalizzata a dare il via libera a un cantiere devastante.”

La bufala della salubrità legata all’invaso
“È proprio per questo che la diga non va fatta,” prosegue il Coordinamento. “La salubrità dell’acqua è garantita dall’ecosistema naturale del torrente e dai prati stabili che filtrano e rigenerano la falda. Sostituire un fiume vivo con un enorme bacino artificiale significa alterare i parametri chimico-fisici dell’acqua, bloccare il trasporto dei sedimenti e aumentare i rischi di eutrofizzazione. La diga non garantisce la qualità, la mette a rischio.”

Un disastro ambientale per un illusorio profitto di breve termine
Il Coordinamento mette in guardia le popolazioni locali: il sostegno alla diga, alimentato dalla promessa di un ritorno economico immediato legato ai cantieri e a una gestione industriale dell’acqua, nasconde un disastro ambientale irreversibile. La distruzione di centinaia di ettari di biodiversità e l’erosione a valle sono costi che ricadranno interamente sulle generazioni future.

Le vere alternative
Esistono soluzioni meno impattanti e già previste dagli studi tecnici, come l’efficientamento delle reti irrigue (che oggi perdono gran parte della risorsa), il riuso delle acque reflue e la creazione di piccoli invasi aziendali. Queste sono le “azioni sinergiche” che servono davvero al territorio, non un muro che sbarra la valle.

Il Coordinamento per la tutela del torrente Enza continuerà a vigilare e a informare i cittadini con i dati alla mano, opponendosi a una propaganda che strumentalizza il lavoro dei nostri agricoltori per fini che nulla hanno a che fare con la salvaguardia del territorio.

Ufficio Stampa Coordinamento per la salvaguardia e tutela del Torrente Enza


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