Reggio Emilia/Parma, 13 Febbraio 2026 – In merito alle recenti dichiarazioni della sezione di Reggio Emilia di Forza Italia, il Coordinamento per la tutela del torrente Enza intende riportare il dibattito sui binari della realtà e dell’opportunità economica, sottraendolo alla propaganda politica.
1. La “scelta ideologica” è di chi ignora i fatti
Accusare di “approccio ideologico” chi si oppone alla diga è un paradosso. La nostra posizione si basa sull’evidenza dei fatti, non su calcoli elettorali. Sostenere un’opera che comporterebbe la distruzione irreversibile della Val d’Enza, sommergendo centinaia di ettari di territorio protetto e mettendo a rischio l’equilibrio naturale del fiume, quella sì è una scelta ideologica e fuori dal tempo.
2. Un’opera faraonica che grava sulla collettività
Mentre Forza Italia parla genericamente di “soluzioni”, evita accuratamente di menzionare i costi reali. Parliamo di un investimento che supera il mezzo miliardo di euro. È irresponsabile chiedere di impegnare una cifra così enorme della collettività per un’opera che, a causa della crisi climatica in corso, rischia di nascere già vecchia e insufficiente a garantire la sicurezza idrica promessa.
3. Esistono alternative concrete, veloci ed efficienti
La vera tutela del Parmigiano Reggiano e dell’agricoltura non passa per un singolo sbarramento invasivo, ma per una gestione moderna dell’acqua. Con gli stessi soldi necessari per la diga, potremmo attuare subito un piano diffuso di interventi:
- Efficienza irrigua: riparare i canali esistenti per fermare lo spreco d’acqua che oggi raggiunge percentuali inaccettabili.
- Recupero degli invasi esistenti: utilizzare meglio i bacini già presenti in montagna per fini agricoli.
- Riuso delle acque: investire in tecnologie per il recupero delle acque reflue depurate.
Queste sono soluzioni tecniche praticabili da subito, senza dover attendere decenni di cantieri e senza deturpare l’ambiente.
4. La richiesta alle Istituzioni
Chiediamo al Presidente De Pascale e alla Regione Emilia-Romagna di non cedere alle pressioni di chi usa il territorio per fini elettorali. Il futuro della Val d’Enza richiede serietà e confronto trasparente, non slogan. Non permetteremo che il nostro territorio venga sacrificato per un’opera insostenibile quando esistono strade molto più efficaci per risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico.
Ufficio Stampa Coordinamento per la tutela del torrente Enza

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