Il processo amministrativo della Diga di Vetto parte con un vizio di fondo che ne compromette l’affidabilità:

  • Sotto-pagamento dei professionisti: La Stazione Appaltante ha determinato il compenso per il DOCFAP ignorando i parametri legali del D.M. 17 giugno 2016. Progettare “al risparmio” significa sacrificare l’adeguatezza delle prestazioni e la sicurezza pubblica.
  • Analisi Costi-Benefici “fantasma”: Il documento cardine è costato solo 23.400 euro (lo 0,0045% del valore dell’opera) ed è firmato da una micro-impresa senza dipendenti. Può una realtà così piccola garantire la solidità di un giudizio su un’opera da 500 milioni interamente a carico dello Stato?
  • Marketing vs Sostanza: È scandaloso che i fondi per la promozione del dibattito (30.000 €) superino quelli per la valutazione economica fondamentale.

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